Due navi procedono in vista l’una dall’altra, con rotte che s’incrociano, e la distanza tra loro si riduce. Chi deve lasciare libera la rotta? È una situazione frequente in mare e una domanda classica nella formazione nautica.
La risposta si trova nelle regole 15, 16 e 17 del COLREG (Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare, 1972). Questo articolo riassume cosa prevedono, come si collegano tra loro e in quali casi è un’altra regola a decidere.
Quando si ha una situazione di rotte incrociate
La regola 15 si riferisce a due navi a propulsione meccanica che navigano con rotte che s’incrociano in modo da implicare rischio di abbordaggio. Ne derivano tre condizioni:
- Che le navi siano in vista l’una dall’altra. Le regole di questa sezione (sezione II della parte B, regole da 11 a 18) si applicano alle navi in vista l’una dall’altra. Se non si vedono, all’interno o in prossimità di un’area di visibilità limitata, vale la regola 19 (più avanti).
- Che siano a propulsione meccanica. Tra due navi a vela si applica la regola 12; tra navi di tipo diverso (ad esempio una nave a propulsione meccanica e una nave a vela o una nave intenta a pescare) interviene la regola 18.
- Che esista rischio di abbordaggio. La regola 7 dispone che ogni nave usi tutti i mezzi a disposizione adatti alle circostanze e alle condizioni del momento per stabilirlo e che, in caso di dubbio, il rischio debba ritenersi esistente.
Secondo la regola 7, tale rischio deve essere giudicato esistente se il rilevamento bussola di una nave che si avvicina non cambia in maniera apprezzabile. La stessa regola precisa che il rischio può talvolta esistere anche quando si osserva un’apprezzabile variazione di rilevamento, particolarmente se si avvicina una grande nave o un rimorchio, oppure quando la nave che si avvicina è a distanza molto breve. E aggiunge che si deve evitare di trarre conclusioni da insufficienti informazioni, specialmente da insufficienti informazioni radar.
Regola 15: chi lascia libera la rotta in un incrocio tra due navi a propulsione meccanica
Il testo è breve: la nave che vede l’altra sulla propria dritta deve lasciar libera la rotta all’altra e, quando le circostanze lo permettono, deve evitare di passarle di prora.
In altre parole, il criterio è la posizione relativa: da quale lato ciascuna nave vede l’altra. La nave che vede l’altra sulla propria dritta è la nave che deve lasciare libera la rotta (give-way vessel); l’altra è la nave che mantiene la rotta e la velocità (stand-on vessel).
Di notte questa posizione si riflette nei fanali che ciascuna nave vede dell’altra, ma conviene ragionare in base alla posizione relativa e non al colore: il fanale che si vede è la conseguenza della geometria dell’incrocio, non il criterio della regola. Per ripassare quali fanali si vedono da ciascun settore, c’è l’articolo precedente di questa serie: Fanali di navigazione: dove va una nave di notte.
Regola 16: la nave che deve lasciare libera la rotta
La regola 16 è una sola frase: una nave che deve lasciar libera la rotta a un’altra deve, per quanto è possibile, manovrare in modo deciso e tempestivo lasciare ben libera la rotta.
La regola 8, sulle manovre per evitare l’abbordaggio, integra la regola 16. Tra l’altro, prevede che ogni manovra, se le circostanze del caso lo permettono:
- sia eseguita con decisione, con ampio margine di tempo e con il dovuto rispetto delle buone regole dell’arte marinara;
- sia abbastanza ampia da risultare evidente all’altra nave che osserva visualmente o con il radar, evitando una successione di piccole variazioni di rotta e/o di velocità;
- conduca a passare a distanza di sicurezza, e la sua efficacia sia attentamente controllata fino a che l’altra nave non sia passata e disimpegnata.
La regola 8 aggiunge che, se lo specchio d’acqua è sufficientemente ampio, la sola variazione di rotta può essere la manovra più efficace per evitare avvicinamenti pericolosi, purché sia fatta in tempo utile, sia decisa e non causi altra situazione di eccessiva vicinanza. E che, se necessario per evitare l’abbordaggio o per guadagnare tempo e valutare meglio la situazione, la nave diminuisca la velocità o tolga ogni abbrivo, fermando o invertendo la propulsione.
Regola 17: la nave che mantiene la rotta e la velocità
Quando una delle due navi deve lasciar libera la rotta, l’altra, la nave che mantiene la rotta, deve mantenere immutata la rotta e la velocità (17.a.i). Questo obbligo non si limita all’incrocio: vale in qualsiasi situazione in cui un’altra nave debba lasciar libera la rotta.
La regola 17 prevede inoltre due momenti in cui la nave che mantiene la rotta manovra:
- Quando le risulta evidente che la nave tenuta a lasciar libera la rotta non sta manovrando in maniera opportuna in conformità con le regole, può prendere l’iniziativa di manovrare per evitare l’abbordaggio (17.a.ii). Se è una nave a propulsione meccanica che lo fa in una situazione di rotte che s’incrociano con un’altra nave a propulsione meccanica e le circostanze lo permettono, non deve accostare a sinistra se l’altra nave si trova alla sua sinistra (17.c). Questa restrizione è formulata per la manovra del paragrafo a.ii.
- Quando, per qualche motivo, si viene a trovare a distanza così ravvicinata che la sola manovra della nave che deve lasciar libera la rotta è insufficiente a evitare l’abbordaggio, deve manovrare nel modo più opportuno per evitarlo (17.b).
Infine, la regola 17.d chiarisce che nulla di ciò esonera la nave che deve manovrare dal suo obbligo di lasciar libera la rotta.
Regola 34.d: il segnale di dubbio
Quando due navi in vista l’una dall’altra si stanno avvicinando e per qualche motivo una delle due non riesce a capire le intenzioni o le manovre dell’altra, oppure non sa se l’altra sta manovrando in modo adeguato per evitare l’abbordaggio, la regola 34.d dispone che la nave che ha dei dubbi li indichi immediatamente emettendo con il fischio una serie rapida di almeno cinque suoni brevi. Può essere accompagnata da un segnale luminoso costituito da almeno cinque lampi brevi e rapidi.
Non è un segnale esclusivo dell’incrocio: si applica a qualsiasi situazione tra navi in vista l’una dall’altra che si stanno avvicinando. Indica un dubbio; non indica alcuna manovra.
Altre situazioni: quando decide un’altra regola
La regola 15 vale solo per l’incrocio tra due navi a propulsione meccanica. In altre situazioni è un’altra regola a stabilire chi lascia libera la rotta, e le regole 16 e 17 si applicano comunque alla nave che deve lasciare libera la rotta e a quella che la mantiene. Conviene tenere presente:
- Nave che ne raggiunge un’altra (regola 13): la nave che raggiunge un’altra venendo da una direzione di più di 22,5 gradi a poppavia del traverso di quest’ultima deve lasciarle libera la rotta. Nessun ulteriore cambiamento nel rilevamento la fa considerare una nave che incrocia la rotta, e resta obbligata a lasciare libera la rotta fino a che non abbia oltrepassato l’altra nave e non sia libera da essa. Se ha dubbi sul fatto di stare raggiungendo un’altra nave, deve ritenere che sia così e agire di conseguenza.
- Rotte opposte (regola 14): quando due navi a propulsione meccanica si vanno incontro con rotte direttamente opposte o quasi opposte, in modo da implicare rischio di abbordaggio, ciascuna deve accostare a dritta in modo da passare sulla sinistra dell’altra. Tale situazione è da ritenersi esistente quando una nave si muove incontro all’altra dritta di prora o quasi. Nel dubbio, la si ritiene esistente.
- Navi di categorie diverse (regola 18): salvo disposizioni contrarie delle regole 9, 10 e 13, una nave a propulsione meccanica in navigazione deve lasciar libera la rotta a una nave che non governa, a una nave con manovrabilità limitata, a una nave intenta a pescare e a una nave a vela. Una nave a vela in navigazione deve lasciar libera la rotta alle prime tre, e una nave intenta a pescare deve, per quanto è possibile, lasciare libera la rotta alle prime due. La regola 18 contiene inoltre disposizioni per le navi condizionate dal loro pescaggio, per gli idrovolanti e per i mezzi a effetto di superficie.
- Navi che non sono in vista l’una dall’altra (regola 19): la regola 19 si applica alle navi che non sono in vista l’una dall’altra quando navigano all’interno o in prossimità di un’area di visibilità limitata. Una nave che rileva la presenza di un’altra nave solo per mezzo del radar deve stabilire se si sta creando una situazione di eccessiva vicinanza e/o se vi è rischio di abbordaggio; in tal caso deve manovrare in tempo utile e, se la manovra consiste in una variazione di rotta, evitare per quanto possibile un’accostata a sinistra se l’altra nave si trova a proravia del traverso (a meno che sia una nave che viene raggiunta) e un cambiamento di rotta verso una nave al traverso o a poppavia del traverso.
Inoltre, la regola 2 precisa che nessuna regola esonera dalle conseguenze di una negligenza nell’osservare le precauzioni richieste dall’ordinaria esperienza dei naviganti o dalle speciali circostanze del caso, e che nell’interpretazione e nell’applicazione del Regolamento si deve tenere debito conto di tutti i pericoli della navigazione e dei rischi di abbordaggio, nonché di tutte le circostanze particolari, incluse le difficoltà in cui una nave può trovarsi, che possono rendere necessario discostarsi dalle regole per evitare un immediato pericolo.
Esercitarsi nel riconoscimento dei fanali
Risolvere un incrocio di notte comincia dall’interpretare correttamente ciò che si vede: quali fanali sono, da quale settore li si osserva e quale tipo di nave e di attività indicano. Per esercitarsi, Advenio ha sviluppato ColRegs: Nav Lights Quiz, un’applicazione a domande per imparare i fanali di navigazione del Regolamento, disponibile su Google Play e su App Store.
Un’ultima precisazione
Questo articolo è una guida orientativa, non un testo giuridico. Riassume il COLREG così come figura nel testo internazionale, ma non sostituisce il Regolamento completo, la normativa nazionale né il giudizio del comandante. Le regole si applicano nel loro insieme, e la situazione concreta di ciascuna nave può richiedere di considerare altre disposizioni.
Fonti: IMO, Convenzione sul regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare, 1972 (COLREG), regole 2, 7, 8, da 11 a 19 e 34; testo italiano del Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare (Legge 27 dicembre 1977, n. 1085).
